LA LETTERATURA INGLESE
Con il termine letteratura inglese si indica l’insieme di quelle attività indirizzate alla produzione di testi scritti, in poesia o in prosa, proprie delle nazioni anglofone. Rientrano in questa definizione la letteratura propriamente inglese o britannica, del Regno Unito, e la letteratura degli Stati Uniti e del resto del Commonwealth
Il romanticismo si caratterizza in Inghilterra per la rivalutazione dell'immaginazione contro la razionalità, l'amore per la natura , il senso del soprannaturale, l'insofferenza nei confronti di generi e regole metriche, la rivolta contro ogni forma d'oppressione. La poesia diviene espressione dell'emozione del poeta e la sua funzione, quella di scoprire la realtà intima delle cose, al di là del dato sensoriale
Il romanzo è il più cospicuo fenomeno culturale del XVIII secolo ed è espressione della classe borghese in ascesa.
Alle origini del romanzo occidentale ci sono un naufrago (il Robinson Crusoe di Daniel Defoe), un trovatello (il Tom Jones di Henry Fielding), e una domestica (Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson): per i due eroi maschi l'ingresso nel mondo borghese avviene attraverso l’esaltazione della propria individualità; il personaggio femminile deve invece rinunciare a se stessa.
Nel 1757 Edmund Burke pubblica "Enquiry (indagine filosofica) upon the origin of our ideas of the sublime and beautiful" in cui sostiene il primato del sublime sul bello definendolo come tutto ciò che è
connesso col dolore, pericolo o terrore e che genera le immagini più forti che la nostra mente possa creare.
Considerato uno dei migliori artisti della giovane letteratura inglese, il suo romanzo d'esordio è stato Il Buddha delle periferie (The Buddha of Suburbia, 1990) che, ambientato negli anni Settanta, narra la storia di un giovane pakistano in cerca di fortuna. Nella sua narrativa emerge un'analisi accurata degli ambienti, che mette in rilievo i contrasti culturali del mondo moderno.Tra le giovani promesse del nuovo millennio vale la pena menzionare l'anglo-giamaicana Zadie Smith (1976), che nel 2001 è stata considerata un caso editoriale con il suo romanzo desordio Denti bianchi (White teeth), in cui racconta in forma a volte comica e a volte grottesca leterno scontro culturale e generazionale, fondendo insieme i mille ambienti e atmosfere di una Londra multietnica, con un linguaggio fresco e "scoppiettante".


